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Di svolte alla Bolognina, ce n’è più d’una

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Bolognina”: è un vezzeggiativo. Una piccola Bologna. Parte del quartiere Navile, la delimita il ponte Matteotti che diventa via di Corticella, popolare e chiassosa e, per ironica coincidenza, speculare, uguale e contraria, a via Indipendenza, via dello shopping e dello struscio. Asimmetriche e gemelle.

Circa 70 anni fa, Bolognina era lotte partigiane.

Negli anni ’90 era la svolta del PCI.

E oggi, cosa è la Bolognina?

Immagine di instagram.com/p/Bb4Ff32j8S3/?taken-by=ilovebolognina

Lo possiamo sapere, in parte, grazie a ciò che le persone ricercano nelle proprie stanze o in bus, da desktop o da mobile, tramite Google. Premessa: questo contenuto è parziale, nasce da un’intuizione: offre delle suggestioni su come viene percepita la Bolognina, non è una tesi di laurea.

Come mi faccio un’idea del quartiere? Un(a ipotesi di) percorso di conoscenza

Chi arriva in città (o dovrà arrivarci) non conosce i quartieri in cui andare a vivere, cerca casa tramite gli annunci, valuta le zone in cui abitare. Possiamo definire questo il segmento dei “Cerco-casa”.
Il segmento “Cerco-casa” si può affidare a tre ecosistemi per definire un’opinione:

  1. offline: tramite amici, parenti, conoscenti.
  2. online: tramite motore di ricerca, aggregatori di annunci, siti web di agenzie immobiliari, social network.
  3. on/offline: tramite strategie “multicanale” combinando i punti 1 e 2.

I primi fanno parte di un segmento che si affida alle proprie reti relazioni/sociali, i secondi non conoscendo nessuno si affidano “all’Oracolo” online e poi ci sono i più fortunati che possono mettere in atto strategie multicanali per trovare casa.

Concentriamoci sul comportamento dei “Cerco-casa” che utilizzano lo strumento online.
Uno dei comportamenti sarà realisticamente questo:

Trovano un annuncio di una cosa> valutano l’appartamento dalle immagini > definiscono che il prezzo è in linea con il proprio budget di spesa.

Ma ecco che si trovano davanti ad una domanda fondamentale:
“Com’è il quartiere?”
Non potendo contare sulle relazioni sociali che impongono, suggerendo, il proprio punto di vista, il grande portatore di influenza diventa l’Oracolo con le sue molteplici risposte: i risultati del motore di ricerca (per il 95% dei casi in Italia, Google) articolate in blog post, articoli, discussioni sui forum, video e altro.

Così, dopo aver trovato un annuncio di una determinata casa in uno specifico quartiere, se non possono fare altrimenti: cercano. Esplorano il contesto, affinano le idee addentrandosi nel macro topic per esempio: “Bolognina” e le relative ricerche correlate:

bolognina ricerche correlate

Il percorso di ricerca della verità (ma è più corretto parlare di opinioni) segue i tortuosi anfratti delle ricerche correlate (oppure ci si arriva direttamente) le quali aspirano – nella mente di chi le fa- a trovare la risposta alla domanda primaria: com’è il quartiere? Che può suonare anche come: dove sto andando a vivere? E, implicitamente: ci sono miei simili?

Giudizi o pregiudizi?


Il Personaggio Enrico Fiabeschi incredulo dal dover andare in Bolognina (ma non per paura della criminalità).

Così vediamo domande come: [zona Bolognina opinioni], [zona Bolognina pericolosa]. La sola ricerca [zona Bolognina pericolosa] ha un volume di circa 50 ricerche mensili x 12 mesi = 600 ricerche all’anno e non a caso verso settembre ha un picco, periodo dell’anno “caldo” per i segmenti “Cerco-casa”:

bolognina zona pericolosa vol. ricerche

Tool utilizzato: https://neilpatel.com/it/ubersuggest/

A questa domanda, l’Oracolo risponde. E l’utente, si addentra in un grafo della conoscenza (Serp di Google) di cui su 10 risultati (per comodità è stata scelta la 1° pagina):

  • il 70% la risposta è sì: è un quartiere pericoloso
  • per il 30% si focalizza sul concetto della trasformazione del quartiere

In sostanza vediamo una polarizzazione su chi racconta la Bolognina come luogo di degrado e chi, invece, si concentra sul suo carattere innovativo e multiculturale.
Ma, inevitabilmente, soprattutto se non conosci nessuno, una strada di influenza e formazione delle opinioni è il web.
Ora, questo contenuto non ha la pretesa di essere né definitivo né esaustivo ma solo uno spunto di riflessione, bisognerebbe basarci su analisi del sentiment delle comunità, capire come cambia (o è cambiato nel tempo) e quali sono le variabili che intervengono nel produrre una risposta positiva o negativa. Possiamo però vedere come viene legato il brand (Bolognina) alla (bad) reputation nel percorso di formazione delle opinioni degli utenti. E la (bad) reputation, nasce come diceria (“ho sentito/letto che”), diventa opinione (“secondo me”), e si pietrifica in fatto (“sai cosa succede là?”).

Tornando a noi: ma la Bolognina è davvero più pericolosa degli altri quartieri?

Percezione o realtà?

Cosa significa “pericoloso“? Il vocabolario della Treccani ci risponde:

agg. [dal lat. periculosus, der. di pericŭlum «pericolo»]. – 1. a. Che ha in sé la possibilità di determinare o di costituire un pericolo, che può procurare o provocare danni fisici o d’altra natura, direttamente o indirettamente (..)

Fonte: https://www.treccani.it/vocabolario/pericoloso/

Premesso che la percezione è legata a diversi fenomeni, che in ogni caso non si deve ignorare, il concetto di pericoloso è la possibilità di avere un danno. Ma in quale aree della città questo concetto diventa azione? Non abbiamo dati a disposizione se non un articolo che ci offre delle “classiche” delle aree più esposte rispetto alle diverse tipologie di reati, così vediamo che per i furti:

La zona collinare (..) è tuttavia più a rischio per i ladri.

(..) per i furti in casa possiamo citare alcune zone in particolare che sono zona Murri, Mazzini e Bolognina

Mentre per le truffe agli anziani:

possiamo citare zona Mazzini, Corticella, San Donato, Murri e Bolognina

Fonte: https://www.bolognatoday.it/cronaca/mappa-criminalita-bologna-2019-colonnello-solazzo.html

La notizia è che la Bolognina non è prima in questa classifica al negativo.

Dunque come spiegare una certa diffidenza tra le persone?

Se prendiamo i dati del comune, questi mostrano che è il quartiere con la maggiore concentrazione di stranieri residenti (15.132) e con il più basso reddito medio (21.277€) rispetto agli altri quartieri.
Fonte: http://statistica.comune.bologna.it/quartieri/navile

E, in una città mediamente ricca (nella top ten delle città capoluogo), mi chiedo: ma la vera paura non è vedere/ conoscere la povertà così da vicino?

Federico Pischedda
Lavoro come Digital Marketing Strategist, che significa strategie digitali per le aziende. Il mio motto? "Se sai solo di Marketing, non sai niente di Marketing".