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Il Chianti del Cigno

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Sei in riunione. Senti la fesseria più assurda ascritta a verità universale. Immagina ora un cigno. Un cigno immerso in un lago di vino. Ecco, quello che ha appena parlato è il Chianti del Cigno.

Il Chianti del Cigno è un modo di dire usato per riferirsi all’ultima delirante* esternazione di un guru/collaboratore/head of qualcosa, degna di nota in una carriera, professionale o artistica, prossima alla promozione (N.B.: il termine il Chianti del Cigno è stato appena inventato).

*Con il termine delirante ci si riferisce allo spargimento compulsivo di parole,  di non senso compiuto, le quali potrebbero essere scambiate dai pochi, per ebrezza alcolica, ma che in realtà palesano livelli di ignoranza ben sopra la media: in genere chi ne è affetto soffre di divismo autoritario e logorroico. Dunque all’interno di questa categoria rientrano soggetti affetti da ignoranza, arroganza o anche solo disonestà.

Di questa categoria speciale, non fanno parte le espressioni usate dai clienti, potenziali tali o più in generale chi non lavora con questi strumenti (SEO, SEM): per il semplice fatto che parliamo di un know how specifico e se sapessero già fare da sé, non ci sarebbe bisogno di ingaggiare chi questo lavoro lo fa. E credo che chi accusi o dileggi tra sé e sé il cliente di non saperne “tecnicamente” debba rientrare nella categoria di qui sopra.

Quelle che ho raccolto sono alcune espressioni sentite negli anni. Il content è per sua natura, in continuo aggiornamento. E, per sua natura:

Tratto da una storia vera

La keyword companatica.

Inseriamola tra il formaggio e la mortazza.

-Abbiamo scelto la chiave di ricerca X, dunque proveremo a posizionarci su quella.

-Sì ma tu metti anche la parola Y nel testo, così ci posizioniamo anche per quella. Magari mettila subito dopo. Dobbiamo puntare anche su questa.

 

“INDICIZZAMIIIIII”.

Ovvero tecnica di indicizzazione espressionista.

Contesto: una persona aveva inserito sul sito di un cliente solo meta title in caps lock. Richiesta: come mai?

Risposta:

Google fa un’indicizzazione più veloce quando vede i meta – title in caps lock.

Non ho mai capito se pensava di spaventare Google.

 

Algoritmo alla carbonara.

Per fare reverse engineering del motore di ricerca, famo riposà il guanciale 7 minuti.

Alla fine cos’è la SEO? Scrivi un contenuto di 1000 caratteri, ci metti un paio di backlink e vai.

Oh, certo che da Google lo sviluppo si è fermato da un po’.

 

Quando la keyword indica il volume, lo stolto guarda il traffico.

Disputa tra tool seo (on page).

Oh ma questo tool non mi restituisce un traffico preciso se lo confronto a Google Analytics.

A parte che non sono comparabili, ma come si fa a cadere sul meccanismo di calcolo del traffico dei tool di terze parti che è uno dei KPI più inutili di questi tool?

Head of Seo e l’ultima crociata.

Quando l’Advance competitor analysis pro, si fa a manazza.

Ebbene sì. Tempo fa, avevo chiesto come questa persona facesse analisi dei competitor a livello di posizionamento e keyword. Mi è stato risposto:

Prendo tutte le chiavi di ricerca del meta title di tutte le pagine, e le inserisco su un tool che mi restituisce i volumi e posizioni.

Tecnica dell’amanuense.

Federico Pischedda
Lavoro come Digital Marketing Strategist, che significa strategie digitali per le aziende. Il mio motto? "Se sai solo di Marketing, non sai niente di Marketing".