Zona Sconfort

Quando ho cercato lavoro: siamo davvero messi così?

Cambiare lavoro può essere un momento critico: l’idea di cambiare abitudini, colleghi, datore di lavoro -nel bene e nel male- genera adrenalina ma anche ansia. Oltre alle innumerevoli domande che puoi farti, dopo ogni colloquio ti chiederai se l’azienda con cui ti sei interfacciato sia “involutiva” aka “allucinante” per le tue ambizioni di miglioramento, in termini di ambiente di lavoro e altro? Non lo so con certezza, ma ci sono delle spie che ti danno un feedback: ecco cosa è capitato a me.

L’ecommerce manager data entry

L’hr dell’azienda mi contatta su Linkedin. E fin qui tutto normale. Poi mi chiede il mio numero di telefono per fissare una call. E spiega: fissiamo la call tramite Whatsapp. La mia espressione?

E questo è già un segnale del livello di organizzazione dell’azienda.

Durante il colloquio. La persona chiedeva “cosa faresti” sul loro ecommerce. Personalmente cerco di non regalare consulenze, secondo se ci sono prove di test, lecite, quanto meno ci si dovrebbe preparare con una discreta professionalità. Non a occhio “cosa faresti”. Allora ho spiegato cosa farei dando una visione generale, ed evidentemente il mio interlocutore non sapeva minimamente di cosa parlassi. E come fai allora, a valutare, se non ne hai le competenze?

Verso la fine del colloquio ho fatto un paio di domande, per “capire” l’azienda che avevo davanti. Domanda- spiazzante devo dire- durante la pandemia:

Che politiche aziendali avete rispetto al remote working?

Vuoto. Altro tema, sempre nello stesso colloquio è stata una mia presa di posizione, dissi qualcosa di questo tipo:

Si può orientativamente sapere da quali attività è composta la mia giornata? Lo dico per trasparenza, non voglio fare data entry il 50% del mio lavoro.

La persona evidentemente scocciata, risponde che non poteva garantire questo. Mi chiedo: pensi di far fare una persona con un po’ di esperienza il data entry? Tra l’altro non è una mia hard skill, ci sono sicuramente persone più preparate. Per cui, ti conviene, aziendalmente parlando?

Dato che poi erano stati loro a farsi vivi, coerentemente, sono spariti senza dare feedback.

Trasloco low cost

Nel periodo più restrittivo post lock down, diciamo che era molto difficile pianificare spostamenti, le cose si complicano se è al di fuori della propria città di domicilio. L’azienda per cui avevo fatto il colloquio, voleva la risorsa subito e con trasferimento immediato per lavorare in ufficio.

Per cui durante l’offerta economica, ci si poteva aspettare:

  • un relocation bonus (una tantum)
  • oltre alla parte economica fissa.

Avevo fatto i conti sull’incremento percentuale della mia ral per andare in pareggio durante il primo anno di lavoro. E per magia, l’offerta era stata paritaria: volevano giocare su un ancoraggio a ribasso, e chi fa la prima proposta ha questo vantaggio. Personalmente, se si parte da qua, allora non ha senso andare avanti. E comunque, ho chiesto il mio incremento annuo. Non ci siamo trovati. Va bene così.

Passione, ci vuole passione

Job description molto interessante (quando la lessi) e molto differente dall’effettivo lavoro quotidiano (quando ne parlammo). Bonus performance legati ad obiettivi vaghi e non definiti. Budget adv “da decidere”, ma non si sapeva ancora quale fosse il loro range di investimento massimo. Lavoro che avrebbe dovuto coinvolgere almeno altre due figure non presenti in azienda e su cui non si voleva investire per cui una forse, se viene, stagista part time(!?).  Dunque, coi miei limiti- avrei dovuto sostituirmi a alle risorse mancanti. Alle mie perplessità sui diversi aspetti, arriviamo all’offerta: identica alla mia precedente con un bonus al raggiungimento di obiettivi non definiti. Ho risposto – non con queste parole eh – che data la tipologia di impiego pirandelliana molto “Uno, nessuno, centomila”, avrei dovuto ristudiare vecchie e nuove competenze fuori dalla mia sfera di incarico, e credevo che le mie competenze in arrivano non venissero valorizzate in un passaggio alla pari, per cui mi sarebbe piaciuto inglobare il bonus nella parte fissa. La loro risposta?

Non abbiamo visto passione

Ecco, questo mi ha molto divertito, facendomi ricordare i bei tempi andati.

 

Con queste ed altre storie di quasi assunzioni, fortunatamente, rimaste sul quasi, spero di condividere qualcosa di utile e dire: non sei solo 🙂

L’articolo è in continuo aggiornamento.

Federico Pischedda
Mi occupo di Marketing declinando strategie tra ecosistemi Online e Offline. Il mio motto? Se sai solo di marketing, non sai niente di marketing.

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